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BERLINALE 2015 CLORO, LA CONFERMA DI UN TALENTO

di CAMILLO DE MARCO

Dopo la performance in Salvo di Fabio Grassadonia ed Antonio Piazza (premio della critica a Cannes), in cui vestiva gli scomodi panni di una ragazza cieca in balia di un killer di mafia, Sara Serraiocco è protagonista di Cloro, opera prima di Lamberto Sanfelice. Unico film italiano in concorso al Sundance Film Festival, Cloro è stato selezionato anche al 65° Festival Internazionale di Berlino nella sezione Generation. Stavolta la giovane attrice interpreta una nuotatrice professionista di nuoto sincronizzato. 

Cresciuta di fronte al mare, sul litorale romano, Jenny si ritrova ora catapultata in una vecchia baita di montagna in un piccolo paese nel cuore degli Appenini, a badare al fratellino di nove anni (Anatol Sassi) e al padre (Andrea Vergoni) che soffre di depressione, convinto di essere responsabile per la morte della moglie. Una depressione che gli ha fatto perdere il lavoro e la casa.  Grazie all’aiuto dello zio (Giorgio Colangeli),  la famiglia trova ospitalità nella baita accanto a un hotel, dove Jenny ha iniziato a lavorare come cameriera.

Jenny vorrebbe tanto scrollarsi di dosso quell’incubo e tornare ai suoi allenamenti con l’amica Flavia, con cui dovrebbe esibirsi in coppia nella nazionale juniores di sincro. Con la complicità del custode (Ivan Franek), la piscina dell’albergo diventa il luogo segreto dei suoi allenamenti notturni. .

E’ evidente fin dall’inizio come il regista, due cortometraggi alla New York University al suo attivo, si sia innamorato dell’idea estetica del nuoto sincronizzato: il rapporto ancestrale tra corpo e acqua, i riflessi di luce iridati delle piscine, la simultaneità dei gesti. E quella presenza estranea e selvatica del custode che ci rimanda alla celebre scena della piscina nel Bacio della pantera di Jacques Tourneur. Lamberto Sanfelice fotografa tutto questo con raffinatezza e abilità, indugia nella rappresentazione degli elementi materiali che rimandano a valori simbolici: il ghiaccio che si scioglie, i paesaggi innevati, i rumori intradiegetici degli oggetti in campo. Ma non perde di vista i suoi personaggi e non dimentica che la narrazione per immagini è il modo attraverso cui è possibile comprendere la realtà e le sue manifestazioni. Dunque costruisce lentamente una figura di giovane donna tenace e risoluta. La cui liason con il custode la aiuterà a liberarsi del fardello dell’adolescenza e affrontare il mondo.

Per la sua interpretazione in Salvo l’attrice di Pescara ha ricevuto un Globo d’oro della stampa estera come migliore attrice del 2014 ed il Premio Biraghi (assegnato dalla stampa cinematografica italiana) come talento del cinema italiano giovane. Cloro conferma un indubbio talento e ne fa intravedere uno nuovo.