CANNES 2012 LO SHOCK DA REALITY DI GARRONE

Dopo il successo di Gomorra, vincitore nel 2008 del Grand Prix della giuria a Cannes, Matteo Garrone torna in Concorso con un racconto popolare

CANNES – Si chiama “shock da Grande Fratello”. Ti colpisce quando fai il provino per partecipare ad un reality, cominci a sognare, credi di avercela fatta. E poi non ti prendono. Allora entri in un altro mondo. E forse non vuoi più uscirne. 

Dopo il successo di Gomorra, vincitore nel 2008 del Grand Prix della giuria a Cannes, Matteo Garrone torna in Concorso con Reality, “un racconto popolare, una fiaba”, come lui stesso l’ha definito. Di Gomorra rimane l’ambientazione a Napoli, ma questa volta il protagonista è un giovane e ingenuo venditore di pesce di un quartiere povero, di nome Luciano. La storia è accaduta “realmente” a Napoli. E il 44nne regista romano ne ha tratto una commedia con il suo tocco. Perturbante, e dalle immagini potenti. Un film in cui Fellini incontra Eduardo De Filippo. 

Il lunghissimo piano sequenza iniziale di Reality è degno del più grande cinema italiano del passato: una carrozza d’oro trainata da due cavalli bianchi con a bordo due novelli sposi attraversa le strade della periferia e arriva in un luogo non-luogo in cui si festeggia il matrimonio. Conosciamo subito i protagonisti della vicenda, la famiglia di Luciano: freaks sovrappeso allevati dalla tv spazzatura, romantici popolani che la macchina da presa osserva con occhio impietoso. La parola chiave del film è sognare. E Luciano sogna: quando incontra un reduce del Grande Fratello televisivo, che guadagna migliaia di euro solo per fare l’ospite alle feste per poi scappare via con l’elicottero. Luciano, che per arrotondare i soldi guadagnati con la pescheria è costretto a organizzare piccole truffe con la moglie Maria (Loredana Simioli), vorrebbe essere come lui. Ma il suo candore lo porterà solo a illudersi di poter cambiare vita, fuggire da quella realtà che non gli piace.

Per il ruolo del protagonista Garrone ha scelto il volto da giovane De Niro di Aniello Arena, condannato a 20 anni di carcere, 10 anni di esperienza teatrale con la Compagnia della Fortezza del regista Armando Punzo nella casa di reclusione di Volterra. È lui il motore a scoppio di un film che aveva un potenziale politico notevole ma è rimasto solo una storia come mille altre. Devastante nella sua semplicità. 

Coprodotto da  Archimede-Fandango e Le Pacte-Capital con Rai Cinema, il film esce il 28 settembre in Italia distribuito da 01

Camillo De Marco

ROMANZO DI UNA STRAGE, LA VERITA’ DI GIORDANA

La strage di Piazza Fontana è stata una sorta di “11 settembre” italiano. L’esplosione che il 12 dicembre del 1969 devastò la Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano e uccise 17 persone e ne ferì 88, ha segnato profondamente il futuro di una democrazia ancora giovane, è stato l’archetipo del grande delitto dopo il quale i figli, simbolicamente, non hanno più creduto ai loro padri.

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LE REGISTE DI 17 RAGAZZE: “La censura proprio nel Paese di Papi Berlusconi?”

E’ il commento delle sorelle Delphine e Muriel Coulin il cui esordio 17 ragazze arriva nelle sale venerdi’ distribuito da Teodora e con il divieto ai minori di 14 anni.  Il film è ispirato a una storia vera, quella che nel 2008 ha visto un gruppo di ragazze diciassettenni americane restare volontariamente incinta, tutte insieme, come forma di ribellione contro il mondo degli adulti. Selezionato al Festival di Cannes (Semaine de La Critique) e Premio Speciale Giuria al Torino Film Festival. Consigliato alle 14enni (e oltre) prese dalla tentazione di fare un figlio che diventerebbe presto più maturo della madre stessa.